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HCT: V per Varese

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Lug
16

Il più grande torneo live di Hearthstone! Sì, avete capito bene, nei giorni 6/7/8 Luglio il Pala2A di Varese ha ospitato il più grande torneo di Hearthstone valido per il Championship Tour, sponsorizzato da Zotac, Nvidia, Blizzard e Twitch. Riuniti nella casa del basket Varese, trasformata per l’occasione in una “e-sport arena”, quattrocento giocatori si sono dati battaglia dando fondo a tutto ciò che era nei loro mazzi per portarsi a casa un premio di 25.000$ e  191 punti HCT (Hearthstone Championship Tour).

Nove round, ognuno sviluppato al meglio delle cinque partite (Best of 5), dove ogni concorrente aveva quattro mazzi a disposizione e doveva bannarne (to ban: bandire, escludere) uno alproprio avversario. Nove round per ottenere il miglior punteggio possibile e qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, ma per accedervi bisogna misurarsi con tanti dei migliori giocatori al mondo (Amnesiac, Orange, Muzzy, Hunterace, Fenomeno…), tutti lì per affermare ancora di più i propri nomi e per afferrare quei punti che tanto servono per accedere ai Playoff Stagionali. Poi, ci sono i giocatori ancora nell’ombra, quelli che vogliono far conoscere il proprio nome e che hanno fame di gloria e risultato. Nessuno da sottovalutare. Per l’occasione, commentatori d’eccezione, italiani (Bloor, Attrix, il Duca, Poli, Budilicious, Viking) e non, pronti ad intrattenere il pubblico di Twitch in più lingue, uno streaming attivo su diversi canali e trasmesso anche sui quattro mega schermi sospesi al centro dell’arena. Tre giorni di puro Hearthstone, è di questo di cui stiamo parlando! Si potrebbero elencare liste dei mazzi, statistiche e percentuali, ma quello che va colto è cosa si prova ad essere lì, in mezzo a tutti quei giocatori, ad affrontare quel tipo di competizione.

Lo stress e l’ansia che si provano prima e durante una serie di partite, soprattutto quando si legge il nome del proprio avversario e lo si riconosce, si sa quanto vale, o magari non lo si conosce affatto e non si sa che tipo di giocatore sia. Poi la gioia della vittoria, o la rabbia e la rassegnazione della sconfitta, che rivoltano l’umore e condizionano il modo di giocare, anche se si cerca sempre di rimanere freddi e concentrati perché è lì che si distinguono i giocatori bravi. Non mancano i momenti di tensione, quando si viene disconnessi perché l’organizzazione e i mezzi non sono proprio perfetti, e la partita va rigiocata o un arbitro decide comunque di assegnare la vittoria a uno dei due giocatori. Ogni tanto si sentono echi dai tifosi sugli spalti, che ti distraggono, mentre guardano le partite in streaming e succede qualcosa di clamoroso. Intanto i turni passano e i giocatori che si arrendono alla sconfitta aumentano, perché di turni ce ne sono nove da giocare ma se si perdono i primi si è matematicamente fuori (questo dovuto anche all’aver voluto alzare il numero dei giocatori massimi, forse le altre nazioni non hanno mai fatto un torneo così grande anche per questo e forse, come spesso facciamo, abbiamo voluto fare il passo più lungo della gamba) e allora raggiungiamo gli altri per tifare oppure partecipiamo a uno dei “torneini” che vengono organizzati in contemporanea al main event. Due giorni di partite lunghissime si concludono, e si arriva a due numeri definitivi: 32 i giocatori che sono arrivati al premio in punti e denaro, e 16 i primi che avranno accesso alla fase a eliminazione, tra questi due italiani, Francesco Meliador Leoni e Matteo Illness Fedele, che tengono alta la bandiera.

 

Domenica eravamo lì, tutti i giocatori italiani presenti, riuniti a supportare i nostri rappresentanti, che, purtroppo, hanno dovuto accontentarsi di una Top16: un risultato che, sebbene sia valido, ha un retrogusto amaro dovuto alla sconfitta in casa (se fossero passati entrambi si sarebbero scontrati al turno successivo).

 

La scrematura continua, i giocatori diventano otto. Le partite avvincenti si susseguono e gli spettatori sono polarizzati sui mega schermi cercando di pronosticare chi sarà il vincitore. Rimangono quattro nomi: il finlandese Vardu, il francese Swidz, il norvegese Hunterace e lo statunitense Justsaiyan. Le due semifinali sono tiratissime, ma tra calcoli matematici e di probabilità, “botte di culo” e giocate di fino, spuntano i finalisti. Vardu e Hunterace promettono di dare spettacolo nel match che porterà alla chiusura di questo week end herthstoniano, una finale che sul 2 a 2 trova come scontro decisivo unmirror match (i giocatori avevano 3/4 mazzi uguali) di “odd rogue”, una battaglia che fa capire chi conosce meglio quel tipo di mazzo e sa come usarlo. Alla fine dei giochi è il diciassettenne norvegese, appartenente al team NordavindGG, ad avere la meglio. Questo ragazzo ha cominciato l’anno come un missile con diverse top in tornei importanti, e circa un mese fa si era già portato a casa l’HCT di Seoul, come a voler dimostrare che vincere questo tipo di competizioni sia una cosa semplice. Tutti omaggiano il campione, lo spirito competitivo passa in secondo piano lasciando spazio alla stima e al rispetto verso chi è riuscito in questa impresa per la seconda volta! Premiazione, interviste, qualche scambio di opinioni e il Pala2A chiude porte. Torneo concluso, ora si festeggia, si riflette e si punta al prossimo!

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Leonardo “HearthSecco” Leoni: https://www.facebook.com/HearthSecco/
Simone “Simonixx” Napolitano: https://www.facebook.com/simonixxhs/

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